Succede che, quando si vive una certa esperienza, pare poi di “ritrovarla” un po’ ovunque. A me, come credo a molti, sta capitando con la maternità in relazione al mondo dei libri. Poiché da due anni sono diventata mamma, ho la sensazione che “tutti” i romanzi o racconti in uscita di recente ruotino attorno a questo tema. Naturalmente, mi sbaglio. E mi sbaglio in due sensi.

Innanzitutto, non è vero. Escono libri sui più diversi argomenti, in continuazione. In seconda battuta mi sbaglio perché, in una certa misura, invece è vero che “tutti” i romanzi parlano di genitori e figli. Quasi sempre. La maggior parte del tempo. Tra le righe, ad ogni pagina, in (quasi) tutte le storie di recente uscita ma anche nella Storia della Letteratura, le scrittrici e gli scrittori vanno a parare lì, anzi direi che non possono prescindere da quella che, in un linguaggio forse un po’ poco letterario, si definisce la genitorialità.

Ecco, di questo, in sostanza, mi sto rendendo conto da mamma e lettrice: la genitorialità non è un semplice tema. Un intero romanzo può incentrarsi su una madre o un padre ma a ben guardare tutta la letteratura è a bagno nella relazione più stretta e profonda che esista. Perché, si usa dire, se è vero che non tutti sono genitori, è altrettanto corretto affermare che tutti sono figli. E quando un figlio è anche scrittore, può impiegarci una vita, ma è molto facile che a un certo punto comincerà a raccontare di sua madre e di suo padre.

A questo proposito, vorrei citare due romanzi che mi hanno accompagnata di recente in questa sensazione potente e stralunata di rispecchiamento tra vita reale e narrazione. Uno, consigliato senza remore, è Abbandonare un gatto di Murakami Haruki (Einaudi). Il notissimo autore giapponese, per la prima volta in modo esplicito, qui si concede un testo autobiografico che si focalizza sulla figura del padre ma che per forza di cose si allarga a tutta la famiglia, tema principe di infinite narrazioni.

Il secondo titolo, più controverso, è il discusso La figlia unica dell’autrice messicana Guadalupe Nettel (La Nuova Frontiera). Qui si affrontano personaggi difficili, intensi e faticosi da comprendere. Le emozioni sono forti e il perno è sulla scelta. Scegliamo davvero di essere o non essere genitori? E cosa comporta davvero questa scelta?

Spero che ai lettori incuriosiscano questi due titoli quanto hanno incuriosito me.