Questi nostri sono tempi così complessi che non basta certo un singolo e parziale punto di vista per decodificarli. Per cui, tra le possibilità di un lettore, non resta che fare i conti con le prospettive che uno dei momenti storici più sconvolgenti a livello planetario ci ha lasciato. Stringendo dunque il campo al nostro rapporto con la lettura: come affrontarla, adesso? Adesso che la ripartenza è qualcosa di ormai concreto, adesso che abbiamo ripreso (più o meno) con regolarità alcune abitudini di prima: come relazionarsi al mondo dei libri che, per molti di noi, era rimasto in sospeso come in una bolla di colpo lontana e inaccessibile?

A me è capitato di “ricominciare” in molti modi. Posso anzi dire forse di non aver mai del tutto smesso di leggere ma di aver rallentato e modificato le mie abitudini. In questo ultimo periodo comunque ho vissuto una sorta di ripartenza molto emotiva e legata alle primordiali sensazioni della lettura. Per me questa parziale ripartenza è avvenuta riprendendo a leggere Murakami Haruki.

Si tratta, come molti sanno, di un autore di quelli totalizzanti, di cui si ama tutto oppure si fa fatica ad affrontare. Onirico, pop e terribilmente abile nel lasciare i finali in sospeso in una maniera talvolta (a dir poco) irritante, Murakami è però, nella sua unicità, il re dell’inconscio. Pochi autori come lui sanno infatti toccare corde tanto profonde quanto autentiche. A me è capitato dunque di “ricominciare” a leggere in questo modo più istintivo con Sonno. Racconto lungo o novella breve illustrata da Kat Menschik, Sonno racconta la storia di una giovane donna che, all’improvviso, non riesce più a dormire. La surrealtà di questa situazione si ingarbuglia ben presto e si intensifica sempre di più a ogni pagina. Tra frasi fulminanti e scene che, nel terrorizzarci, restano impresse nella memoria come icone.

“Ho trent’anni. Il mondo non finisce, dopo i trent’anni, ma lo si capisce solo quando ci si arriva”. E quel che succede è che, nonostante questa insonnia a dir poco anomala, il mondo non finisce. La donna anzi vive la propria vita lucidamente, tra la routine con il marito e il figlio piccolo e una rinnovata capacità di lettura. Lei di notte infatti ricomincia a leggere come quando era bambina e poi ragazza. Con passione e senza distrarsi, ritorna forte e concentrata. Naturalmente, non svelo altri dettagli ma quel che credo valga la pena trasmettere è proprio questo: il mondo non è finito e abbiamo la possibilità, pian piano, di ricominciare a leggere se non come prima con la stessa fiducia nei libri.