L’ultimo pezzo che ho scritto per Attraverso lo specchio era sul piacere di ritornare in libreria dopo il lockdown.

È buffo quindi che mi ritrovi a scrivere qui con un possibile nuovo lockdown in vista.

Non so se ci sarà, ovviamente, e mi auguro di no per tutte le ragioni immaginabili.

Ma ho imparato, anche da quello che è successo a marzo, che i libri resisteranno. Hanno visto di peggio. Sanno aspettare il loro momento. Non hanno fretta. Non hanno bisogno di un costante aumento del numero dei like e dei follower.

Recenti indagini hanno messo in chiaro quello che noi lettori sapevamo già da tempo: che una volta che le librerie avessero riaperto, noi ci saremmo tornati con lo stesso piacere di prima, anzi con un po’ di emozione in più, come gli amanti che si ritrovano dopo un forzato distacco.

Il lockdown non fa paura ai lettori. I libri ci fanno compagnia, ci danno le parole per esprimerci, ci aiutano a ridimensionare la realtà. Noi gliene siamo grati e, come loro sanno aspettare noi, noi aspetteremo loro.