#ascoltarechiscrive

Vi sembrerà un po’ la scoperta dell’acqua calda, lo so.

Quando un autore presenta il suo libro ci sono sempre tante persone che arrivano solo perché hanno voglia di ascoltarlo. Non tanto di conoscerlo, ché sappiamo tutti che vedere una persona una volta sola non vuol dire conoscerla.

Ma ascoltare è bellissimo.

Lo sanno i bambini, che vogliono ascoltare chi gli racconta una storia e che le storie se le fanno ripetete non una ma mille volte.

Ascoltare per imparare, è anche molto bello.

Lo sanno gli studenti che vanno a lezione, e se un professore è bravo quasi non c’è bisogno di studiare. Lo sanno le persone di una certa età che vanno all’Università della Terza Età, dove imparano quello che non sono riusciti a studiare da giovani, dove imparano cose che non gli serviranno nella vita ma che gli fanno bene, perché sapere è necessario a qualsiasi età, e più si sa e più si vorrebbe sapere, e più si sa più si è attrezzati per vivere.

E se è vero che non sempre gli scrittori esercitano lo stesso fascino quando parlano come quando scrivono, è vero che quando parliamo di saggi, spesso il sentirli raccontare ci illumina sul contenuto, ci chiarifica i punti che non avevamo compreso, ci aggiunge passione e slancio.

Quindi andiamoci, agli incontri con gli autori.

Non solo quelli famosi con cui ci facciamo la foto per farla vedere agli amici. Ma soprattutto quelli densi, quelli i cui libri magari ci intimoriscono. Se li ascoltiamo diventano più vicini, e magari anche i loro libri ci si avvicinano!

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