#seilnostrocanescrivesse

Ciabatte e calze rubate e portate in un rifugio segreto per essere mordicchiate tranquillamente, giornali spaginati in giro per il giardino, corse pazze al suono del campanello e ciotole svuotate nell’arco di mezzo minuto. Ma anche sguardi colmi di dolcezza, frullii della coda per la contentezza al rientro a casa, ricerca di sicurezza durante il temporale e i fuochi di capodanno (che notti quelle!), incredibile curiosità e tante avventure al giorno. Chi ha un cane può di sicuro capire tutto ciò. Noi ce l’abbiamo (ha un anno e mezzo ed è nero con le orecchie che tendono al color del miele) e trovarci a leggere il volumetto di “poesie canine” Potrei sbavarci sopra di Francesco Marciuliano, edito da Il castoro, è una simpatica conferma di atteggiamenti canini che fanno parte della quotidianità. L’autore descrive momenti divertenti e imbarazzanti, dolci e altri lievemente malinconici, dando voce a un cane che non si vergogna di esprimere le proprie emozioni. Chi non crede che anche gli animali le possano provare? Con le poesie del libro il lettore può provare a osservare il mondo attraverso gli occhi e il pensiero di un cane di un cane.

Sui social vediamo tante foto che raccontano il rapporto con “Fido” (forse mai abbiamo incontrato un nome meno originale seppur colmo di significato): cani che osservano languidi la tavola apparecchiata o mangiano felici, cani che corrono felici nel parco innevato o al mare condividendo le vacanze dei padroni, cani distesi sul tappeto o in contemplazione della televisione sul divano, cani tra i fiori in giardino o scodinzolanti insieme a bambini. Anche nel libretto di Marciuliano si trovano molte foto di cani di razze diverse abbinate alle varie poesie.

Se il nostro cane scrivesse! “Sono andato dove non dovrei mai andare” è ciò che potrebbe esclamare o scrivere ad esempio il nostro cagnone dopo essere andato a curiosare il gatto che riposa scatenando un frenetico gioco a nascondino in cui talvolta i ruoli si invertono (da noi succede neppure troppo difficilmente). Agita la coda, inclina la testa, mostra la pancia e fa una leccatina… Nulla di nuovo tra le pagine eppure è bello leggere tutto scritto in prima persona: l’autore ha tentato di trasformare in parole ciò che abbiamo spesso sotto gli occhi. Intanto, mentre scriviamo queste righe (non dettate dalla par condicio per l’articolo #ilsaperedeigatti postato da Noemi Cuffia quanto piuttosto dal divertimento tratto dalla lettura), fuori qualcuno abbaia per richiamare la nostra attenzione e la giornata ce lo permette: è ora di un po’ di gioco!

poesie canine

Nota alle foto: volevamo fare una foto artistica del libro con il nostro cane, ma non ci siamo riusciti perché non ama stare in posa; era incuriosito dal volumetto, forse per il suo compagno che campeggia in copertina, ma siamo gelosi dei nostri libri e non abbiamo voluto lasciarglielo in prestito…

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