Ci sono nomi in letteratura che sono altamente evocativi. Laura è uno di questi: non si può, conoscendo un minimo la letteratura italiana, non fare il collegamento diretto con Francesco Petrarca. E infatti Cercando Laura di Stefano Motta ed edito da Einaudi narra in modo nuovo una storia che già conosciamo o dovremmo conoscere.
Il poeta Francesco Canigiani, che muore nelle prime pagine del libro e conosciamo solo indirettamente, è l’alter ego di Petrarca. Se l’indizio del titolo non è sufficiente, pagina dopo pagina i luoghi, i nomi, le poesie sovrappongono chiaramente la vita di Canigiani e quella del grande poeta trecentesco.
L’autore ci accompagna alla (ri)scoperta di Petrarca in modo fresco e da una prospettiva nuova, quella della figlia Francesca che vuole cercare di capire qualcosa di più su un padre con il quale non aveva un legame molto profondo. Con lei partiamo, e viaggiamo tra Arquà e Valchiusa per trovare Laura di Noves, donna sconosciuta citata dal padre nel testamento… I versi di Petrarca sono parte integrante di questo testo: Francesca, con al fianco Paolo, compagno di scuola (e non solo), ne viene circondata piano piano e così anche noi.
Abbiamo avuto il piacere di conversare del libro e di Petrarca con il suo autore, che è docente di letteratura e ha anche rivestito il ruolo di preside. Una bella occasione per avvicinarci a questo grande poeta e perché no, alla poesia in generale…

Nel libro Canigiani ci viene descritto attraverso il ricordo della figlia Francesca e dell’amico Certaldo (evidente alter ego di Boccaccio). Possiamo immaginarci il poeta Petrarca come Canigiani? Uno scrittore di grande fama, vanitoso, circondato da grandi nomi (politici, religiosi, potenti), definito dalle persone più care, cito dal libro, come uno “stronzo”?
L’intento era quello, sì. Lo stratagemma di associare allo scrittore contemporaneo alcuni di questi tratti spigolosi del carattere mi serviva per alludere a Petrarca senza intaccarne direttamente l’aura (per dirla a modo suo). Ma molte delle battute sarcastiche che metto in bocca a Canigiani (per esempio le ironie nei confronti di Certaldo nel testamento) sono proprio di Petrarca nei confronti di Boccaccio. Anche il modo in cui Petrarca ha ottenuto l’incoronazione poetica in Campidoglio è assai curioso e indice di una personalità astuta.
La Laura del titolo è ovviamente la donna cantata dal poeta. Francesca e il compagno Paolo provano a identificare questa donna, con gran fatica, ricostruendola attraverso i componimenti di Canigiani. Anche nella realtà la Laura di Petrarca è un personaggio così sfuggevole?
Sì, a tal punto che gli amici stessi di Petrarca sospettavano ai tempi che fosse una sua invenzione, un po’ come se oggi uno dei nostri amici considerato insignificante millantasse un amore stravolgente, noi gli si chiedesse qualche dato in più su questa donna favolosa e lui rispondesse per stereotipi, luoghi comuni, dati fumosi…
Francesco Petrarca è stato un gigante, colui che ha definito il canone della poesia italiana e a cui i poeti successivi si ispirarono. Come mai non ha la fama del conterraneo Dante?
In realtà scrivere poesia in Italia dal Quattrocento in poi significa confrontarsi con Petrarca, non con Dante. Imitarlo, magari con un petrarchismo di maniera, o usarlo come un trampolino di lancio. In questo suo uso pulito e musicale della lingua Petrarca è sentito come più “normale” di Dante e quindi più avvicinabile. Io personalmente lo trovo molto più moderno in quel suo scavarsi dentro attraverso le parole, raccontarsi nelle cose più intime e profonde, apparentemente senza pudore. Usando la poesia come lente di ingrandimento per sé stesso finisce per essere uno specchio per i nostri stessi sentimenti.
Qual è la reputazione di Petrarca nelle nostre scuole? Trova il giusto spazio all’interno dello studio della letteratura italiana o viene trascurato?
La seconda. Si spiega Dante, si racconta Boccaccio, si salta Petrarca esattamente con questi verbi: in moltissimi, purtroppo, spiegano Dante con le proprie parole – cioè parlano loro di Dante – e riassumono le novelle di Boccaccio, senza far leggere direttamente né l’uno né l’altro, quasi che la voce dell’insegnante sia più importante di quella di questi grandi. Così facendo continuiamo a tenerli lontani dalle orecchie e dai cuori degli studenti. Petrarca, unico forse tra i tre che potrebbe essere davvero letto senza mediazioni, parafrasi e palafitte di note a piè pagina, viene trascurato.
Nel libro, di fronte alla proposta di pubblicare il ritrovato canzoniere di Canigiani, un editore esclama “E chi le legge più le poesie? Di cosa parlano?”. Perché la poesia sembra aver perso il suo potere attrattivo?
Oggi vanno di moda le saghe familiari, meglio se su una qualche dinastia che ha creato un’industria, ma ormai anche i prodotti disponibili si stanno esaurendo e prima o poi anche questo filone di best-seller si prosciugherà. La poesia è breve, non didascalica, non parla né di cucina né di sesso, non è “inclusiva”, perché richiede la partecipazione attiva del lettore per essere capita, non è seriale, insomma, non ha nessuna di quelle caratteristiche che il mercato oggi richiede. Se si va sui siti di molti editori è persino specificato, nella pagina “invio manoscritti”, di non inviare raccolte di poesie.
Però capita qualche volta di leggere ad alta voce qualche poesia importante a scuola, e di rendersi conto che è arrivata agli studenti. Capita di leggere, e poi lasciare lì il testo sospeso per qualche secondo in aria, senza commentarlo subito, senza sovrastarlo con le spiegazioni, e capire che gli studenti se lo stanno gustando, come dire. Ecco, questa cosa capita solo con la poesia.
Chi è il lettore ideale di Cercando Laura?
Il romanzo è uscito per la prestigiosa collana di narrativa di Einaudi Ragazzi, ma non è solo un romanzo per ragazzi (ammesso che questa cosa possa essere considerata sminuente). I lettori ideali sono le ragazze e i ragazzi di seconda e terza superiore, che si stanno preparando a studiare Petrarca sui suoi testi, ma mi capita spesso di essere invitato – con sorpresa, lo dico! – nelle scuole medie, dove molte classi hanno letto Cercando Laura. E i complimenti più belli li ho ricevuti da lettrici adulte, che hanno ritrovato la bellezza dei loro primi amori adolescenziali…
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