{"id":723,"date":"2018-07-01T10:00:21","date_gmt":"2018-07-01T08:00:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/?p=723"},"modified":"2018-07-01T10:01:09","modified_gmt":"2018-07-01T08:01:09","slug":"vestitodeilibri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/attraverso-lo-specchio\/vestitodeilibri","title":{"rendered":"#vestitodeilibri"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019era anche un vecchio boogie di quel ruvido furbacchione di Bo Diddley che lo affermava chiaramente: \u2018You can\u2019t judge a book by looking at the cover\u2019, cantava sornione mentre la sua strampalata chitarra rettangolare ruggiva a sprazzi. Un libro \u00e8 ben pi\u00f9 dell\u2019involucro che lo contiene, sembra scontato, \u00e8 quasi banale; ma non per questo per\u00f2 si pu\u00f2 prescindere dal modo in cui si presenta al mondo, ed \u00e8 una considerazione altrettanto scontata. Il fatto \u00e8 che da lettori, tutti generalmente siamo portati a suddividere l\u2019universo delle cover in due grandi \u2013 un po\u2019 troppo \u2013 categorie: quelle belle, quelle brutte. Che in effetti ha gi\u00e0 un senso: entriamo in libreria, guardiamo gli scaffali, la prima scelta \u00e8 sempre su qualcosa di gradevole d\u2019aspetto. Desideriamo un libro, entriamo in libreria, lo cerchiamo, cavoli che copertina orribile!, eppure cercavamo quel contenuto e ce la facciamo andar bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Solo che la questione \u00e8 molto pi\u00f9 ampia, e mi \u00e8 capitato in questi giorni di affrontarla sfogliando un libriccino minuscolo ma molto denso: <em><a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/dp\/882351746X\/ref=nosim?tag=perfe062-21\" target=\"_blank\">Il vestito dei libri<\/a><\/em>, scritto da Jhumpa Lahiri. \u00c8 la trascrizione rivista e ampliata di una lectio magistralis che l\u2019autrice bengalese, da anni in America, ha scritto direttamente in italiano: perch\u00e9 ha vissuto a lungo a Roma innamorata della nostra lingua, ebbene s\u00ec. In una sessantina di pagine scarse, Jhumpa salta \u2013 scusate l\u2019imbarazzante gioco di parole \u2013 fra le diverse anime che la abitano: \u00e8 autrice, quindi ragiona sulle copertine dei suoi stessi libri. Ma \u00e8 anche lettrice, naturalmente, e quindi valuta quel tipo di sensazioni. Infine, \u00e8 figlia di bibliotecario, e l\u00ec si sa che le copertine fanno una fine tragica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da autrice, racconta di non aver praticamente mai conosciuto gli artisti e i grafici che hanno lavorato al prodotto; non sa nemmeno se abbiano davvero mai letto il libro, in verit\u00e0. Racconta della simbiosi tra Virginia Woolf e Vanessa Bell, sua sorella, che dipingeva le copertine dei suoi volumi dopo aver ascoltato dalla voce dell\u2019autrice un riassunto della storia; racconta degli stereotipi in cui si \u00e8 imbattuta lei stessa, per cui da indiana ha \u2018subito\u2019 mani con l\u2019henn\u00e9, elefanti, spezie e quant\u2019altro; racconta di come, viaggiando nelle traduzioni, il suo libro fosse differente in ogni paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da lettrice, dedica molto spazio all\u2019eleganza \u2018in divisa\u2019 delle collane, tra cui cita spesso la <a href=\"https:\/\/www.adelphi.it\/catalogo\/collana\/5\" target=\"_blank\">Piccola Biblioteca Adelphi<\/a>, e della gratificazione visiva del disporle con cura negli scaffali a dispetto della praticit\u00e0 del reperire un titolo. L\u2019altra mattina riflettevo che persino le cover pi\u00f9 terribili, in un\u2019ottica di collana, assumono una dignit\u00e0 inequivocabile: pensate al trionfo del kitsch pi\u00f9 ingombrante che l\u2019umanit\u00e0 abbia mai prodotto, gli Harmony. Una collana appiana, modella, d\u00e0 un senso, prende con s\u00e9. In una collana, un libro \u00e8 automaticamente \u2018autorizzato\u2019, validato, vidimato. Come una divisa, appunto: da un lato perdi di autonomia, dall\u2019altro sei parte di qualcosa di grande.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da bibliotecaria, infine, ha provato spesso il piacere del \u2018libro nudo\u2019, privato di una copertina per praticit\u00e0 o per usura, e l\u2019ha trovato emozionante ma commercialmente ben poco valido.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono molte le riflessioni, ne ho fatte mie il pi\u00f9 possibile tanto da lettore che da autore \u2013 a me \u00e8 sempre andata bene, anzi, benissimo: chi l\u2019ha fatta ha anche sempre illustrato il testo, lo ha conosciuto bene, gli ha dato vita e l\u2019ha fatto suo al massimo delle possibilit\u00e0. Per chi scrive \u00e8 una questione essenziale, una copertina \u2018sbagliata\u2019 (che \u00e8 differente da brutta\u2026) \u00e8 come una foto sbagliata sulla carta d&#8217;identit\u00e0. Non parla di te, \u00e8 il paio di jeans di una taglia troppo stretta, la foto che ti hanno scattato mentre eri distratto e magari in condizioni deprecabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per chi legge, invece, la faccenda ruota intorno all\u2019acquisto, certo, ma anche alla disposizione in casa, che \u00e8 ci\u00f2 che pi\u00f9 mi affascina. Da me, per un po\u2019 abbiamo tentato l\u2019ordine alfabetico per autore in barba a qualsiasi principio. Ora \u00e8 pi\u00f9 un affastellarsi degli ultimi arrivati e insomma, s\u00ec, un disastro. Ma quanto contano le copertine per la vostra libreria? Dite dite, sono curioso\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era anche un vecchio boogie di quel ruvido furbacchione di Bo Diddley che lo affermava&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/attraverso-lo-specchio\/vestitodeilibri\">Leggi l&#039;articolo<span class=\"screen-reader-text\">#vestitodeilibri<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":13,"featured_media":726,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[547,548,556,549,552,555,550,551,554,553,68],"class_list":["post-723","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attraverso-lo-specchio","tag-vestitodeilibri","tag-bo-diddley","tag-copertina","tag-copertine","tag-guanda","tag-harmony","tag-il-vestito-dei-libri","tag-jhumpa-lahiri","tag-piccola-biblioteca-adelphi","tag-vanessa-bell","tag-virginia-woolf","excerpt","zoom","full-without-featured","even","excerpt-0"],"aioseo_notices":[],"views":1101,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/723","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/users\/13"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=723"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/723\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":727,"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/723\/revisions\/727"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/media\/726"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=723"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=723"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=723"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}