{"id":623,"date":"2017-11-21T10:00:44","date_gmt":"2017-11-21T09:00:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/?p=623"},"modified":"2017-11-20T22:41:27","modified_gmt":"2017-11-20T21:41:27","slug":"gli-anni-del-nostro-incanto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/recensioni\/gli-anni-del-nostro-incanto","title":{"rendered":"Giuseppe Lupo e &#8220;Gli anni del nostro incanto&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Ha scritto pagine e pagine, negli ultimi anni, per chiarire la sua poetica antirealistica, anzi proprio il suo disinteresse (con pi\u00f9 di una punta di fastidio) nei confronti della narrativa che si senta succube della realt\u00e0 o che alla sua investigazione sia orientata: di questo soprattutto parlavano il suo <em><a href=\"http:\/\/perfectbook.it\/book.php?id=602\" target=\"_blank\">Atlante immaginario<\/a> <\/em>(2014) e <em><a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/dp\/8835043883\/ref=nosim?tag=perfe062-21\" target=\"_blank\">Mos\u00e8 sull\u2019arca di No\u00e8<\/a> <\/em>(2016). I suoi romanzi, anno dopo anno, tutti usciti per <a href=\"http:\/\/www.marsilioeditori.it\/\" target=\"_blank\">Marsilio<\/a>, sono stati un percorso di maturazione e affinamento nell\u2019arte dell\u2019affabulazione, nell\u2019escogitazione di meccanismi narrativi che consentissero alla sua fantasia di correre sbrigliata, anzi di volare verso l\u2019alto, sfidando la legge di gravit\u00e0 e tutte le regole del buon senso e della credibilit\u00e0, come la casa verticale al centro delle memorie de <em><a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/dp\/8831721984\/ref=nosim?tag=perfe062-21\" target=\"_blank\">L\u2019albero di stanze<\/a><\/em> (2015). In tutti questi casi le allusioni storiche, i possibili ammaestramenti morali e persino gli indizi autobiografici erano ben dissimulati e quasi abbandonati alla pagina per caso, senza turbare l\u2019allegra risata con cui il ritratto di questo scrittore ci guarda dalla copertina dei suoi ultimi libri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma nel caso de <em><a href=\"http:\/\/www.amazon.it\/dp\/8835043883\/ref=nosim?tag=perfe062-218831727532\" target=\"_blank\">Gli anni del nostro incanto<\/a><\/em> qualcosa \u00e8 cambiato. Giuseppe Lupo non dismette i suoi strumenti abituali, quelli per cui \u00e8, si pu\u00f2 forse dirlo, ormai, uno dei maestri della narrativa italiana duemillesca: prima di tutto l\u2019invenzione di un espediente che consenta al protagonista di narrare la storia sua, della sua famiglia e di tutta un\u2019epoca. In secondo luogo la predilezione per uno stile piuttosto lirico, elegante, specie nelle clausole dei capitoli, dove sembrano annidarsi sentenze epocali, vaticin\u00ee gravidi di futuro, nessi segreti che rinviano al capitolo che segue.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In terzo luogo, nonostante le scorribande, le avventure, i sogni, gli incontri e le scoperte, le storie di Lupo rifiutano le ambizioni epiche che non di rado appesantiscono velleitariamente il romanzo italiano (e in special modo meridionale), per nulla dotato della potenza di quello americano, che viene sostituita magari da qualche svagatezza picaresca e comica. Non c\u2019\u00e8 niente di pi\u00f9 irritante di un romanzo d\u2019azione e affabulazione lungo e vorticoso che, anzich\u00e9 catturare le emozioni del lettore, gioca la carta dell\u2019ironia che continuamente smaschera il congegno epico e lascia il lettore nella stanza gelida della propria intelligenza. Lupo, invece, conosce bene l\u2019arte calviniana della <em>brevitas<\/em> e forse proprio di quella leggerezza che non \u00e8 fuga dalla complessit\u00e0, ma spiazzamento delle logiche correnti, gusto del capriccio e della totale libert\u00e0 narrativa, per non essere intrappolati nell\u2019unidirezionalit\u00e0 del presente. Ma, come dicevo, qualcosa di diverso \u00e8 accaduto in questo nuovo romanzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora il tono fiabesco \u00e8 deposto, e quella che si racconta \u00e8 la storia di una famiglia proletaria immigrata a Milano negli anni Cinquanta, testimone del <em>boom<\/em>, delle grandi imprese spaziali ma anche degli anni di piombo, e poi messa alla prova dello smembramento e dell\u2019irriconoscibilit\u00e0, proprio mentre tutta Italia, nel luglio del 1982 edifica la sua ultima auto-narrazione collettiva che riproponga intorno al gioco del pallone il vecchio mito postbellico, quello dei ragazzi italiani poveri ma belli<em>. <\/em>Non erano affatto <em>poveri ma belli<\/em> Paolo Rossi, Bruno Conti e Antonio Cabrini, ma a noi \u00e8 piaciuto raccontarli cos\u00ec, quanto meno perch\u00e9 non venivano dall\u2019aristocrazia del calcio europeo (quello inglese, tedesco e francese) e non erano ancora adatti alla laccatura <em>glamour<\/em> con cui sar\u00e0 deturpato il football dagli anni Novanta in poi. In realt\u00e0 era il popolo italiano a sentirsi ancora povero, ma sempre bello, dopo le ripetute crisi energetiche, le svalutazioni della lira, la ripresa dei flussi migratori e la iattura del fratricidio fra neri e rossi, con un gran numero di vittime innocenti che quelle follie non le comprendeva nemmeno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nei giorni delle ultime tre partite degli azzurri (contro il Brasile, la Polonia e la Germania), una ventunenne di nome Vittoria (appunto&#8230;) cerca di risvegliare alla coscienza sua madre (chiamata Regina) che, senza ragioni cliniche plausibili, ha improvvisamente perso il contatto col presente e col passato, salvo riuscire a riafferrarne qualche lacerto solo quando le viene messa sotto gli occhi una fotografia trovata per caso sul settimanale \u00abGioia\u00bb, che riproduce proprio lei, Regina, con in braccio la piccola Vittoria in sella a una Vespa guidata con spavalderia dal marito Luigi (detto Louis l\u2019atomico o il sovietico) che, a sua volta, tiene fra le gambe il primogenito Bartolomeo, detto l\u2019Indiano. \u00c8 una foto del 1962, di cui i protagonisti erano rimasti per vent\u2019anni inconsapevoli, che li ritrae nell\u2019apogeo della loro euforia milanese, quando erano convinti che lavorare (all\u2019Innocenti lui e da un parrucchiere lei), nella capitale economica del Paese fosse la maggiore delle fortune possibili. Eppure quel decennio si chiuder\u00e0 con la madre di tutte le stragi italiane, che fu compiuta proprio a Milano (l\u2019eccidio di piazza Fontana, non distante dal Duomo) che dimostrer\u00e0 che evidentemente quell\u2019ebbrezza dell\u2019uguaglianza dei consumi e degli stili di vita (significata dai numerosi elettrodomestici di cui Louis infarcisce casa sua, a forza di cambiali) era solo un\u2019illusione. Delle macchinazioni oscure che si giocano alle spalle degli italiani in quegli anni ha cercato di scriverne, come si sa, Pasolini nel suo incompiuto <em>Petrolio <\/em>(e pi\u00f9 tardi, con diversi risultati, De Cataldo con <em>Romanzo criminale<\/em>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lupo, per la migliore riuscita del suo apologo, non s\u2019infila nella scrittura d\u2019inchiesta; sceglie, invece, il romanzo \u2018simbolico\u2019, ben caratterizzato dalla sorte dei due personaggi pi\u00f9 \u2018scuri\u2019 della famiglia. Da un lato c\u2019\u00e8 la madre, che aveva spinto con la sua bellezza e il suo ottimismo la famiglia, ma poi crolla dopo la morte dell\u2019amato marito e finisce silenziosa e immemore in un letto d\u2019ospedale, come a significare che, nonostante l\u2019euforia collettiva di questi incipienti anni Ottanta (che saranno ricordati come quelli della \u2018Milano da bere\u2019), lei non pu\u00f2 riconoscersi pi\u00f9 nella storia degli altri: le prossime favole di una grande famiglia televisiva e consumistica non le apparterranno pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dall\u2019altro c\u2019\u00e8 Bart l\u2019Indiano che quella leggerezza del <em>boom<\/em> non l\u2019ha mai sentita, perch\u00e9, nato negli stessi giorni d\u2019agosto del 1956, mentre morivano 262 minatori a Marcinelle, in Belgio, porta dentro il presentimento del rovescio doloroso di quegli <em>anni del nostro incanto<\/em>. Lui taciturno lo \u00e8 sempre stato, a lui la vita \u00absbarluscenta\u00bb della grande Milano delle vetrine, delle fabbriche e del Pirellone non ha mai regalato nessuna illusione. Quando a un\u2019ancora felice mamma Regina il cielo di Lambrate pareva proprio azzurro, all\u2019Indiano doveva gi\u00e0 apparire sconsolatamente grigio; e quando il padre, a furia di stupirsi dietro alla sua stessa immaginazione di satelliti artificiali e di viaggi spaziali, ci rimane letteralmente secco dinanzi all\u2019allunaggio di Armstrong, l\u2019Indiano, appena tredicenne, non era gi\u00e0 pi\u00f9 a casa. Aveva scelto il seminario e subito dopo la mistica opposta, quella dell\u2019estremismo rosso, per verificare se davvero nei sogni della generazione che aveva fatto nascere la Repubblica, \u00abnelle auto prese a rate\u00bb, \u00abnei miti eterni della patria o dell\u2019eroe\u00bb, nel \u00abperbenismo interessato\u00bb e nella \u00abdignit\u00e0 fatta di vuoto\u00bb, come Guccini faceva cantare ai Nomadi, \u00abDio \u00e8 morto\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aveva dimenticato, Bart l\u2019Indiano, di ascoltare gli ultimi versi dell\u2019inno di quella seconda generazione repubblicana: una \u00abgenerazione\u00bb che voleva sperare in \u00abuna rivolta senza armi perch\u00e9 noi tutti ormai sappiamo che [\u2026] in ci\u00f2 che noi crediamo, [\u2026] in ci\u00f2 che noi vogliamo, [\u2026] nel mondo che faremo, Dio \u00e8 risorto\u00bb<em>.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ha scritto pagine e pagine, negli ultimi anni, per chiarire la sua poetica antirealistica, anzi&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/recensioni\/gli-anni-del-nostro-incanto\">Leggi l&#039;articolo<span class=\"screen-reader-text\">Giuseppe Lupo e &#8220;Gli anni del nostro incanto&#8221;<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":624,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[413],"tags":[415,108,414,203,416],"class_list":["post-623","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-recensioni","tag-daniele-pegorari","tag-giuseppe-lupo","tag-gli-anni-del-nostro-incanto","tag-marsilio","tag-recensione","excerpt","zoom","full-without-featured","even","excerpt-0"],"aioseo_notices":[],"views":2373,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/623","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=623"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/623\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":625,"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/623\/revisions\/625"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/media\/624"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=623"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=623"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=623"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}