{"id":563,"date":"2017-07-22T11:00:32","date_gmt":"2017-07-22T09:00:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/?p=563"},"modified":"2017-07-22T10:19:06","modified_gmt":"2017-07-22T08:19:06","slug":"atlanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/attraverso-lo-specchio\/atlanti","title":{"rendered":"#atlanti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Vi \u00e8 mai capitato di partecipare a un corso di scrittura creativa? No? Peccato, perch\u00e9 davvero: \u00e8 fantastico. Io ne ho frequentato solo uno, piccolino e mirato, con un autore di libri per bambini affermato e a cui sono molto affezionato. Ho scoperto come si sceneggia una trama, e quindi sostanzialmente come si porta a casa un&#8217;idea \u2013 o come la formula migliore vuole che si conduca \u2013 e ho imparato alcuni meccanismi per farsele direttamente venire, le idee, che se normalmente non mancano ogni tanto un po&#8217; di carburante alla fantasia bisogna metterlo. Peraltro, una cosa importante di cui ho preso coscienza quella volta \u00e8 che puoi avere i cassetti pieni di storie, sul serio, praticamente tutti li abbiamo. Alcune persino fenomenali, roba da best-seller garantito. Solo che il vero genio non \u00e8 quello che ha la trovata perfetta: \u00e8 quello che arriva a gestirla fino alla parola FINE.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per chi scrive, comunque, \u00e8 inevitabile concentrare tutto sulla trama: lavorare sugli intrecci, sugli avvenimenti, sul ritmo \u00e8 la prima cosa. Succede questo, poi questo, nel frattempo una sottotrama porta avanti quello e quell&#8217;altro, il momento di disperazione dell&#8217;eroe, l&#8217;antagonista che giunge a un passo dalla conquista, la rivincita, il cerchio che si chiude. Tutto impeccabile, la tensione, lo scioglimento, wow. Oppure, viceversa, una battaglia persa, la vita che dice la sua, una sconfitta imprevista; il romanzo di formazione, un percorso personale che attraverso vicissitudini di ogni sorta porta il protagonista a comprendere finalmente il suo posto nel mondo, o le sue possibilit\u00e0 in questo senso. Tutto fantastico, eh. Per\u00f2 manca sempre qualcosa. Cosa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Beh, tutto il resto. Ad esempio i personaggi. Le loro sensazioni, le emozioni, il comportamento, le reazioni, persino le patologie o gli atteggiamenti: \u00e8 cos\u00ec difficile \u201cprogrammarli\u201d, gi\u00e0. O il contesto: dove si svolge il tutto, e quando? Ok, sotto casa tua, nel tuo quartiere, nella tua citt\u00e0, in un luogo che conosci perfettamente: ma perch\u00e9 non rischiare e sparare pi\u00f9 lontano? Insomma, va bene saper cucinare, ma l&#8217;impiattamento perdinci, quello pu\u00f2 fare una grandissima differenza. Ecco perch\u00e9 mi sono comprato tre Atlanti davvero speciali che ho letto avidamente e che faccio fatica a mettere al loro posto sullo scaffale: s\u00ec, ok, perch\u00e9 sullo scaffale non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 posto; ma anche perch\u00e9 ogni dieci minuti mi viene voglia di aprirli a caso e partire ad inventare qualcosa. Non ci credete? Guardate che lo faccio sul serio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Nick Middleton, <strong>Atlante dei paesi che non esistono<\/strong>, Rizzoli, 2015<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">50 nazioni che non ne hanno ancora raggiunto l&#8217;agognato status, per i motivi pi\u00f9 disparati: Taiwan ad esempio ha da sempre il veto della Cina per quanto riguarda l&#8217;ONU, o il Tibet non ha bisogno di molte altre presentazioni. Da noi Seborga, in Liguria, \u00e8 un caso emblematico: sapevate che esiste come principato pi\u00f9 o meno autonomo perch\u00e9, semplicemente, \u00e8 da mille anni che i Savoia se lo scordano dalle carte? Ditemi se non \u00e8 o no un&#8217;ambientazione pazzesca per un romanzo. O la Circassia, in pieno Caucaso: l&#8217;ultimo abitante a parlare l&#8217;antichissima lingua ubykh mor\u00ec nel 1992, dopo che per quasi cento anni la Russia prima e l&#8217;URSS poi si erano dedicati a, uhm, come lo chiamiamo?, direi genocidio, via: ci sono le parole, usiamole. Pensate cosa potrebbe essere raccontare la sua storia! Anche se per me la Rutenia \u00e8 assolutamente la scenografia perfetta per un racconto, e in un giorno preciso: il 15 marzo 1939, all&#8217;alba della seconda guerra mondiale, questo attuale pezzettino di Ucraina proclam\u00f2 la propria indipendenza della Cecoslovacchia ad ora di pranzo; nemmeno il tempo di preparare la cena che l&#8217;esercito ungherese era gi\u00e0 entrato con carri armati e fanteria chiarendo la faccenda. Neanche un giorno di vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E stiamo parlando solo dell&#8217;Europa, eh. Non vi viene voglia di scoprire il resto del mondo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Tiffany Watt Smith, <strong>Atlante delle emozioni umane<\/strong>, UTET, 2017<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alzi la mano chi di voi non si \u00e8 mai chiesto cosa diavolo sia l&#8217;accidia. Ok, ora alzi la mano chi come me ha sempre pensato che \u201cuna specie di inedia\u201d fosse una risposta davvero stupida. Perfetto, sappiate che l&#8217;accidia era un&#8217;emozione percepita tra il IV e il VI secolo dopo Cristo, colpiva eremiti, monaci, chiunque avesse fatto scelte di vita piuttosto drastiche per l&#8217;epoca: ti trascinava in un vortice di ansie, domande, dubbi, paure, portandoti alla sregolatezza, all&#8217;isteria, alla ferocia, spesso al suicidio nei modi pi\u00f9 assurdi (tipo uscire e correre nel deserto fino allo sfinimento). Se pensate che sia sostanzialmente la depressione vi sbagliate: era chiamato \u201cil Diavolo di Mezzogiorno\u201d perch\u00e9 arrivava all&#8217;improvviso tra il pranzo e il pomeriggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ecco, vi ho fatto un rapido riassuntino di uno dei 150 paragrafi che descrivono emozioni e stati d&#8217;animo raccolti e decodificati in giro per il mondo: trovate sensazioni che talvolta avete provato ma su cui non vi siete soffermati, altre che mai in vita vostra proverete, altre ancora che sul vostro personaggio, o sul suo antagonista, calzerebbero alla perfezione. E mi raccomando, non provate a scavalcare l&#8217;introduzione: non vi guarderete pi\u00f9 allo specchio allo stesso modo dopo averla letta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Yanko Tsvetkov, <strong>Atlante dei pregiudizi<\/strong>, Rizzoli, 2016<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il capolavoro grafico e concettuale di questo autore bulgaro comincia con una divertente citazione da Bertrand Russell, filosofo che amo moltissimo, in cui racconta che Aristotele sostenesse che le donne hanno meno denti degli uomini, e che sebbene si fosse sposato due volte non avesse mai usato la fatica di controllare una tale delirante affermazione. Fa ridere, vero? Ecco, quando aprirete questo atlante alla pagina che riguarda l&#8217;Italia non riderete pi\u00f9. E non vi dico quanto vi incazzerete quando sfoglierete chess\u00f2, la pagina con la mappa dell&#8217;Europa vista dai latinoamericani; o vista dai russi, o peggio dagli svizzeri per cui siamo \u201cil terzo mondo\u201d. Sar\u00e0 davvero cos\u00ec? Avete mai parlato con una quantit\u00e0 di svizzeri tale da\u2026 ok, non entrer\u00f2 in quel maledetto meccanismo. Per\u00f2 vi assicuro che l&#8217;idea di mappare la percezione del mondo secondo i vari popoli \u00e8 qualcosa di fantastico, e Tsvetkov \u2013 che come per tutte le idee geniali ha iniziato per scherzo, maledizione \u2013 ci ha messo una dose di umorismo, spesso sarcastico, che d\u00e0 al suo studio un taglio particolarmente ammaliante. Ok, non c&#8217;\u00e8 il mondo visto dai ruteni; per\u00f2 nel caso voleste \u201cfarcire\u201d di personaggi particolari la vostra storia, magari con un killer svizzero, varcando il San Gottardo potrete fargli sussurrare un sommesso &#8216;aiutiamoli a casa loro&#8217; con cui perculare la guardia di finanza appena sfrecciato oltre sulla sua Opel Astra bianca. Per dire.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ir-it.amazon-adsystem.com\/e\/ir?t=perfe062-21&l=alb&o=29&a=8851144583\" width=\"1px\" height=\"1px\" alt=\"\" style=\"position: fixed !important; bottom: -1px !important; right: -1px !important; border:none !important; margin:0px !important;\" \/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ir-it.amazon-adsystem.com\/e\/ir?t=perfe062-21&l=alb&o=29&a=8817082635\" width=\"1px\" height=\"1px\" alt=\"\" style=\"position: fixed !important; bottom: -1px !important; right: -1px !important; border:none !important; margin:0px !important;\" \/><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ir-it.amazon-adsystem.com\/e\/ir?t=perfe062-21&l=alb&o=29&a=8817085715\" width=\"1px\" height=\"1px\" alt=\"\" style=\"position: fixed !important; bottom: -1px !important; right: -1px !important; border:none !important; margin:0px !important;\" \/><!-- A 2x5 Grid Template Layout. 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