{"id":550,"date":"2017-06-23T11:00:23","date_gmt":"2017-06-23T09:00:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/?p=550"},"modified":"2017-06-22T22:32:15","modified_gmt":"2017-06-22T20:32:15","slug":"faulknereramiononno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/attraverso-lo-specchio\/faulknereramiononno","title":{"rendered":"#faulknereramiononno"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Credo sia stato Enzo Biagi a farmi conoscere (indirettamente, attraverso un suo articolo) la scrittura di William Faulkner. Poteva essere l\u2019inverno del 1984. Mi trovavo nel collegio universitario, a Milano, e una domenica di nebbia mattutina ricordo di essermi svegliato con una pagina del \u00abCorriere della Sera\u00bb che riportava il termine <em>Sud<\/em> nel titolo. Credo sia stata questa parola a colpirmi. Io venivo dal mio Sud, me lo portavo dentro come si porta un tesoro nascosto e sapere dell\u2019esistenza di uno scrittore che aveva anche lui un Sud dentro l\u2019anima mi metteva in uno stato di veglia, in una situazione di vittoria contro la solitudine: qualcun altro aveva raccontato il suo Sud, qualcun altro che doveva essere grande (altrimenti non avrebbe ricevuto l\u2019onore di una paginata del \u00abCorriere della Sera\u00bb).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Enzo Biagi scriveva di questo autore nato nella Virginia, che aveva scelto di narrare i fatti e le storie di un piccolo pezzo di terra nemmeno esistente dal punto di vista geografico, eppure reale come solo sanno fare i grandi narratori visionari: la contea di Yoknapatawpha. Gi\u00e0 il nome era tutto un mistero: si pronunciava <em>Iocnapotofa<\/em>, forse era indiano, ma di un\u2019indianit\u00e0 selvatica e inspiegabile, pareva uno di quei termini che alludono ai popoli di guerrieri e allevatori di cavalli, che abitavano l\u2019America prima dell\u2019arrivo dei carri con i teli bianchi a forma di culla, i carri dei colonizzatori su cui sarebbe nata la leggenda della frontiera mobile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sogno di vivere nel Far West mi aveva accompagnato nelle notti di me ragazzo e ora il nome di questa contea me lo risvegliava solo in parte. Potevamo diventare pistoleri a dieci anni, a vent\u2019anni non pi\u00f9. A vent\u2019anni, nella mia stanzetta del collegio universitario, avevo bisogno di altre verit\u00e0 e il nome di Faulkner, anche se mi giungeva circondato dalla nebbia di febbraio, aveva il potere di indicare una strada: si pu\u00f2 girare il mondo restando dentro una stanza grande quanto un cubo, si pu\u00f2 raccontare l\u2019universo intero tracciando i confini di una geografia che \u00e8 grande quanto un francobollo &#8211; erano parole del grande William &#8211; dove ogni cosa che avviene assume la dimensione del tutto. Un mondo chiuso in un atomo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo capivo di Faulkner (questo mi diceva Enzo Biagi) e da quel momento cominci\u00f2 la caccia ai libri di un autore che dalla foto pareva Vittorio De Sica: sorriso uscito dai baffetti, fiammata bianca sui lisci capelli, pipa in bocca com\u2019\u00e8 nella tradizione anglosassone. Le storie salivano come fumo da quella pipa e finivano per imbiancare i capelli di questo silenzioso signore di mezz\u2019et\u00e0, timido nello sguardo impertinente ma sicuramente pieno di paure per il tempo che passa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andai in libreria quella stessa mattina. Avevo pochi soldi in tasca, buoni per comprare <em>Bandiere nella polvere<\/em>, il cui titolo in lingua inglese &#8211; <em>Flags in the dust<\/em> &#8211; continuai a ripetere tutta la domenica. Dentro una cornice azzurra, sulla copertina, una casa di legno con quattro finestre bucava il cielo grigio, come il muro di mattoni laterali. Sotto il disegno, una scritta: <em>Un grande affresco del profondo Sud<\/em>. Pensavo: \u00e8 il libro che fa per me. Per\u00f2 non lo lessi subito. Mi accontentavo di ammirarlo, prendevo forza dalla scritta sottostante e mi dicevo: \u00abAnch\u2019io vengo dal profondo Sud&#8230; Anch\u2019io ho un profondo Sud da raccontare&#8230;\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Faulkner era mio nonno che mi insegnava a scrivere. Un nonno severo e a volte labirintico, ma era questo il segreto che gli strappavo quando gli occhi finivano per posarsi su quella copertina: mai correre a filo dritto, un racconto di curve \u00e8 come il sale nel pane. Il libro, lo lessi molti anni dopo, quando avevo gi\u00e0 finito l\u2019universit\u00e0, e la storia di Bayard Sartoris, che non riesce a riadattarsi alla vita di casa quando torna dalla guerra, pareva scritta su di me. Non avevo preso parte a nessuna guerra, non ero mai salito su un aereo (a differenza di Sartoris, che invece gli aerei li guidava) eppure, come lui, non sarei stato pi\u00f9 capace di dormire nel mio letto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Credo sia stato Enzo Biagi a farmi conoscere (indirettamente, attraverso un suo articolo) la scrittura&#8230;<\/p>\n<div class=\"more-link-wrapper\"><a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/attraverso-lo-specchio\/faulknereramiononno\">Leggi l&#039;articolo<span class=\"screen-reader-text\">#faulknereramiononno<\/span><\/a><\/div>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":553,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"_uf_show_specific_survey":0,"_uf_disable_surveys":false,"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[334,341,336,340,338,342,335,339,333,337],"class_list":["post-550","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attraverso-lo-specchio","tag-faulknereramiononno","tag-bandiere-nella-polvere","tag-corriere-della-sera","tag-enzo-biagi","tag-far-west","tag-flags-in-the-dust","tag-sud","tag-vittorio-de-sica","tag-william-faulkner","tag-yoknapatawpha","excerpt","zoom","full-without-featured","even","excerpt-0"],"aioseo_notices":[],"views":1699,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/550","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=550"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/550\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":552,"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/550\/revisions\/552"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/media\/553"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=550"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=550"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=550"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}