{"id":1000,"date":"2019-08-20T09:00:05","date_gmt":"2019-08-20T07:00:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/?p=1000"},"modified":"2019-08-25T07:21:13","modified_gmt":"2019-08-25T05:21:13","slug":"i-miei-fantasmi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/attraverso-lo-specchio\/i-miei-fantasmi","title":{"rendered":"#imieifantasmi"},"content":{"rendered":"\n<p>Mia madre era appassionata di cronaca\nnera. Non si perdeva una puntata di <em>Telefono\ngiallo<\/em>, <em>Storie maledette<\/em>, <em>Ombre sul giallo<\/em>. Non disdegnava neppure\n<em>Ultimo minuto<\/em> e <em>Misteri<\/em> (ricordo la sigla da brividi: una versione elettronica\ndell\u2019aria della Regina della Notte). Qualche volta guardava anche <em>Chi l\u2019ha visto?<\/em>, ma riservandogli\nl\u2019occhio e l\u2019orecchio sinistro. <\/p>\n\n\n\n<p>Il suo cuore, infatti, batteva per\nFranca Leosini. \u00ab\u00c8 bravissima\u00bb, diceva per passarmi il tifo. <\/p>\n\n\n\n<p>Mi pass\u00f2 la paura. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/simeone-850x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1002\" width=\"264\" height=\"317\" srcset=\"https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/simeone-850x1024.jpg 850w, https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/simeone-249x300.jpg 249w, https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/simeone-768x926.jpg 768w, https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/simeone-640x771.jpg 640w, https:\/\/www.perfectbook.it\/readyourlife\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/simeone.jpg 936w\" sizes=\"auto, (max-width: 264px) 100vw, 264px\" \/><figcaption>Aldo Simeone<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nato sotto il segno del cancro e\nfiglio di mamma cancro, ero un bambino pauroso, frignone. Memorabili le mie crisi\ndi pianto davanti a <em>Un maggiolino tutto matto<\/em>\n(quando il macinino del titolo perde i pezzi per strada in una gara di\nvelocit\u00e0) e a <em>E.T. <\/em>(ahi, la scena\ndella bicicletta volante!). Riuscii a trovare straziante perfino <em>Dumbo<\/em>. Figuriamoci come potevo reagire dinnanzi\nai programmi pi\u00f9 amati da mia madre. <\/p>\n\n\n\n<p>Incubi. Mostri. Fantasmi. Camera mia\nne era piena. Li battevano in numero solo le lucine notturne attaccate alle\nprese della corrente. <\/p>\n\n\n\n<p>Ricordo tuttora una puntata di <em>Ultimo minuto<\/em> in cui un bambino era\nrimasto incollato con la lingua al freezer. E il caso di un giornalista che si\nera recato in una certa strada provinciale, frequentemente soggetta a\nincidenti, sulle tracce di un fantasma avvistato da molti testimoni. Alla fine,\nriusc\u00ec a vederlo (si riesce sempre a trovare quello che si cerca). E ovviamente\nlo vidi anch\u2019io. <\/p>\n\n\n\n<p>Per giorni si sostitu\u00ec alle tende\ndella mia camera.<\/p>\n\n\n\n<p>Sapendomi suscettibile, mia mamma dopo\ncena mi mandava a letto, nell\u2019errata convinzione che proteggermi dalle paure\nvolesse dire nascondermele. Ma c\u2019\u00e8 qualcosa di pi\u00f9 spaventoso delle \u00abscene\nforti\u00bb: le \u00abscene forti\u00bb immaginate. Mi raggiungevano ovunque fossi. I suoni\ndella televisione in cucina trovavano il modo d\u2019infilarsi nel mio sonno e vampirizzarlo.\nOppure i bagliori dello schermo, ectoplasmatici. O ancora il silenzio: pi\u00f9 di\nogni altra cosa, quel silenzio gravido di suoni. Brusii, scricchiolii, scalpiccii,\ncigolii. <\/p>\n\n\n\n<p>Se ne potrebbe presumere che io\nabbia maturato, da grande, la repulsione per i delitti e i misteri, per gli\nhorror e i fatti di cronaca al cardiopalma. Il contrario. <\/p>\n\n\n\n<p>In fondo a ogni paura, c\u2019\u00e8 un\ndesiderio. Quello che davvero ci terrorizza\u2026 ci attrae. Guardare in fondo ai\npozzi. La vertigine dell\u2019altezza. La vita dopo la morte. Mostri che sia\npossibile riconoscere e sconfiggere. L\u2019intelligenza del male, neutralizzabile\ncome un problema di algebra o i quesiti con la Susi nella <em>Settimana enigmistica<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p>A che servirebbe, infatti, la\npaura, se non fosse rassicurante? Sai cosa devi temere, te ne tieni a distanza\n(ma neanche troppo\u2026), ti conforti all\u2019idea che nulla di male potr\u00e0 succederti\nfinch\u00e9 resterai \u2013 col tuo cappuccio rosso e il paniere vuoto \u2013 dentro il\nsentiero battuto che conduce alla casetta della nonna. Certo, chiunque sa\nbenissimo che il sottobosco della vita \u00e8 pieno di funghi, funghi appetitosi,\nche costano cari (in tutti i sensi), ma questa \u00e8 un\u2019altra storia (e qualcuno\nl\u2019ha gi\u00e0 scritta). L\u2019importante \u00e8 sapere cosa dover temere, e tenerlo\nsott\u2019occhio, da una giusta distanza. <\/p>\n\n\n\n<p>Per fortuna, sono ancora un fifone.\nE non ho mai smesso di commuovermi davanti a una buona storia, anche se ho\nimparato a farlo in silenzio (essere adulti: che bambinata!). <\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 una cosa, per\u00f2, che ho disimparato. Non sono pi\u00f9 in grado di vedere i fantasmi, di riconoscere i mostri. Quanto mi piacerebbe rincontrare mia mamma! E quanto sarebbe bello poter smascherare il male a una sola occhiata! Invece, crescere insegna il dubbio, la disillusione. <\/p>\n\n\n\n<p>Sono diventato un inguaribile\nscettico. \u00c8 per questo che invento storie: per aggiungere un po\u2019 di spessore\nalla realt\u00e0. Tre dimensioni sono un po\u2019 pochine\u2026 <\/p>\n\n\n\n<p>Ma per poter credere davvero alle\nmie invenzioni, crederci io stesso, da scettico quale sono, ho bisogno che queste\n\u2013 anche le pi\u00f9 balzane \u2013 siano comunque probabili, in altre parole restino\nsempre al di qua del fantastico, o meglio sul limite estremo che separa la\nlogica spiegazione dei fatti dall\u2019atto di fede. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 questo che ho cercato di fare con <em><a href=\"https:\/\/amzn.to\/31hj4O8\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Per chi \u00e8 la notte (opens in a new tab)\">Per chi \u00e8 la notte<\/a><\/em>. Innanzi tutto parlare di paure: quella adulta, di perdere la vita, gli affetti, la sicurezza; e quella bambina: di mostri e creature fantastiche. E del bosco. Perdersi nel bosco. Il buio. Le cose indicibili che vi si annidano. <\/p>\n\n\n<img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/ir-it.amazon-adsystem.com\/e\/ir?t=perfe062-21&#038;l=alb&#038;o=29&#038;a=B07VSZF2ZF\" width=\"1px\" height=\"1px\" alt=\"\" style=\"position: fixed !important; bottom: -1px !important; right: -1px !important; border:none !important; margin:0px !important;\" \/> <!--Section tag for iterating through the list of items-->\n<!-- Single product Ad Template Layout. Position of the Ad can be configured by specifying pull-left or pull-right class below-->\n<div class=\"aalb-pa-ad-unit pull-left\" id=\"aalb-B07VSZF2ZF-IT-perfe062-21-ProductAd\">\n   <div class=\"aalb-pa-product-container\">\n                <\/div>\n   <\/div>\n\n\n\n\n\n<p>Ho pensato a lungo come intrecciare\nquesti due piani, che potrei definire \u00abdi realt\u00e0\u00bb e \u00abfantastico\u00bb. Potevo\nscegliere un\u2019ambientazione contemporanea, ma mi sono chiesto: oggi, nella\nnostra societ\u00e0 del benessere e del benservito, di cosa abbiamo paura? <\/p>\n\n\n\n<p>Di perdere il lavoro, di non\nriuscire a pagare il mutuo, di ammalarci e soffrire, di ricevere una telefonata\nin cui ci informano che qualche nostro caro ha avuto un incidente\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Sono paure terribili, certo, ma derivate:\nparlano di altre paure, che vi sono nascoste dentro, e vengono rivestite di ragionevolezza,\npragmatismo. <\/p>\n\n\n\n<p>Alla radice di tutte le paure sta\nquella sola: la paura della morte. Propria o dei propri cari. <\/p>\n\n\n\n<p>Allora mi sono chiesto: dov\u2019\u00e8 che\nquesta paura primigenia si manifesta senza travestimenti? In quale circostanza\nla morte \u00e8 quotidianamente possibile, per tutti, tanto da essere persino legittimata?\n<\/p>\n\n\n\n<p>Risposta: in guerra. <\/p>\n\n\n\n<p>Avevo bisogno della guerra. Ma non\nmi bastava. Mi serviva anche un terrore pi\u00f9 grande. <\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCosa pu\u00f2 esserci di peggio della\nmorte?\u00bb, mi chiederete. <\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che viene <em>dopo<\/em> la morte. La dannazione, per chi ci crede.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0, ma chi ci crede pi\u00f9 oggi? <\/p>\n\n\n\n<p>Ecco allora che ho deciso di\nambientare la mia storia nel passato (durante la Seconda guerra mondiale) e in\nun altrove insieme mitico e geografico in cui si credesse davvero e\nprofondamente al peccato eterno: i monti della Garfagnana. <\/p>\n\n\n\n<p>Dopo questa scelta, ogni altra mi era\nsemplice, consequenziale. La Garfagnana mi offriva un\u2019inesauribile patrimonio\ndi storie, leggende, mitologie. Fra tutte, quella degli streghi: misteriosi\nabitanti del bosco che vagano nelle tenebre al lume del loro indice acceso, che\narde e non si consuma. Se commetti l\u2019errore di farti sorprendere per strada dopo\nil tramonto, ti chiederanno: \u00abPer chi \u00e8 la notte?\u00bb. <\/p>\n\n\n\n<p>Guai a non conoscere la risposta! Diventerai uno di loro\u2026<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PS:<\/strong> La risposta alla domanda del titolo si trova nel romanzo. Leggetelo per salvarvi la vita. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mia madre era appassionata di cronaca nera. 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