Leggere, quando in una famiglia arriva un neonato, diventa un’impresa ai limiti del possibile. Ultimamente, da quando è nato il mio bambino, mi sono resa conto infatti di aver ridotto in modo drastico la quantità di pagine lette. La sera, crollo. Di giorno il piccolo mangia e dormicchia ma ha bisogno di cure costanti, come è normale che sia. Stavo per rassegnarmi (pur sapendo che presto o tardi avrei comunque ripreso a leggere, come è stato con la mia prima bimba) quando mi è venuto in soccorso un piccolo – magico – libricino.

Sapevo dell’esistenza di libri per bambini molto piccoli. I classici libri di stoffa, quelli che fanno un gran rumore, pieni di colori e animaletti. Ma quel che non immaginavo, nonostante un po’ di esperienza, è che potessero esistere letture da fare proprio insieme ai neonati, a minuscoli esseri solo all’apparenza inermi e inconsapevoli, in realtà intelligenti e ricchi di curiosità.

Ed è così che ho trovato un testo che poi ho scoperto essere una pietra miliare ormai in questo ambito: si tratta di Mammalingua – ventuno filastrocche per neonati e per la voce delle mamme. Scritto da Bruno Tognolini e illustrato da Pia Valentinis per l’editrice il Castoro.

Dalla a di acqua alla z di zitti, passando alla f di figlio alla t di tu, sono ventuno brevi, commoventi poesie dedicate all’incredibile, unico, minuto e immenso mondo che si crea tra una mamma e un neonato. Un mondo di dolcezza, intensità, emozioni che mai avrei immaginato di poter vedere descritte in modo così preciso.

Può capitare di commuoversi fino alle lacrime e di rimanere incantati da queste delicate parole. E può succedere anche di avere la possibilità rara di riuscire a leggere davvero pur avendo appena dato alla luce un figlio. Un privilegio di cui essere grati a chi ha creato questo albo illustrato da regalare e da custodire tra i ricordi più cari.


Articoli recenti