PerfectBook incontra Thorarinn Leifsson

Avete già letto, in età adulta, un libro per ragazzi? E’ una porta spalancata verso la fantasia e, allo stesso tempo, un concentrato di messaggi che arrivano dritti al destinatario in modo chiaro. Immergersi nelle avventure raccontate dallo scrittore islandese Thorarinn Leifsson in La folle biblioteca di nonna Huld (Salani) significa riflettere sull’importanza dei libri nella vita di ognuno quale mezzo necessario per costruire un buon futuro; per questo l’autore ha scelto di iniziare la storia immaginando proprio un mondo privo di libri e legato solamente agli interessi. Ecco, quindi, che il libro riesce a parlare tanto ai ragazzi quanto agli adulti. Abbiamo voluto approfondire con l’autore il suo rapporto con la lettura e conoscere come è nata la storia…

La folle biblioteca di nonna Huld

Nel romanzo si legge la dicotomia tra passione, in primis per la cultura, e freddo pragmatismo della società. Quale è stato lo spunto dal quale è partito per scrivere questo romanzo?

Questo libro nasce da un episodio che ha avuto un forte impatto sulla mia vita e su quella del mio Paese, l’Islanda. Era il 2008 e una profonda crisi ha colpito le banche che hanno subito un vero e proprio crollo. Amici e colleghi sono rimasti privi di sostegno economico e hanno dovuto cambiare lavoro e spesso trasferirsi in altri Paesi. Tutti noi ne siamo rimasti coinvolti. Come lei giustamente sottolinea, dalla lettura del libro traspare anche il mio amore per la cultura. Fin da piccolo ho avuto infatti un legame speciale con le biblioteche che hanno rappresentato per me una via di fuga da una difficile vita famigliare e un luogo in cui rifugiarmi e sognare grazie alla presenza dei libri e delle magnifiche storie che racchiudono.

Tutti i bambini dovrebbero incontrare una Nonna Huld con la sua biblioteca. Come si possono entusiasmare i bambini alla lettura oggi? E ci piace la presenza nel romanzo di quell’invito ad andare oltre le apparenze:  è proprio nonna Huld così strana, tutta vestita di nero e con i capelli dritti e amante dei sigari, a offrire questo spunto…

Penso che per entusiasmare i bambini alla lettura sia necessario incuriosirli e aiutarli a capire quale possa essere il libro adatto a ognuno di loro. Per questo credo sia fondamentale e importantissimo il lavoro svolto nelle scuole dagli insegnanti. Proprio a Milano, in occasione di BookCity, ho incontrato diversi alunni che mi hanno fatto molte domande sulla mia professione di scrittore e sui miei libri. Mi sono reso conto che gli insegnanti possono avere un ruolo cruciale nell’avvicinare i ragazzi alla lettura e sono convinto che se un bambino ama il calcio, o i supereroi o le ballerine sia giusto fargli leggere un libro su questi argomenti. Penso che anche i fumetti siano un buon punto di partenza per arrivare poi alla lettura di un romanzo. Ne ho un esempio in casa: mia figlia infatti ha iniziato leggendo le storie di Paperino ed è arrivata a divorare la serie di Harry Potter leggendo i libri in inglese prima ancora che venissero tradotti.

Thorarinn Leifsson

L’istituto Cimici e gli insegnanti sono tratteggiati con toni cupi e rappresentano il brutto, lasciano una sensazione di freddo e di antipatia nel lettore. Perché decidere di dare una tale connotazione a un luogo che dovrebbe rappresentare una porta per la cultura?

Si tratta di una scelta legata a un’altra esperienza personale. Quando ero piccolo i miei genitori hanno divorziato e ho cambiato sette diverse scuole. Non avevo voglia di studiare perché la scuola rappresentava per me un luogo alieno e per nulla felice. Come scrittore ho sentito l’esigenza di includere questa immagine per nulla positiva della scuola nella mia storia. Bisogna tenere presente che la banca di cui racconto ha distrutto completamente la gioia che si prova nell’andare a scuola. Alla fine però i protagonisti capiscono che la scuola può essere un luogo accogliente in cui possono essere felici. Nel mio romanzo, come nella vita di tutti, ci sono insegnanti buoni e insegnanti cattivi.

Come si è avvicinato alla lettura lei da piccolo?

Come raccontavo prima sono sempre stato affascinato dai libri ai quali mi sono avvicinato fin da piccolo per fuggire alla triste realtà nella quale vivevo a causa del divorzio dei miei genitori.  Per me rappresentavano un rifugio e un luogo affascinante ricco di incredibili avventure.

PerfectBook si occupa di lettura in chiave emozionale e consiglia libri in base alle emozioni. La folle biblioteca di nonna Huld attraversa tutte le emozioni ed è un libro che parla ai ragazzi ma anche agli adulti perché la passione per la lettura accomuna tutti. Lei, a chi consiglierebbe in particolare questo suo libro?

Questo libro è nato originariamente per i lettori di un’età compresa tra i 9 e i 12 anni. Poi, recentemente, mio figlio che ha circa 5 anni ha iniziato a guardare le immagini e a chiedermi di leggerglielo. Infine anche i lettori adulti hanno mostrato di apprezzarlo. Credo quindi che sia una storia per tutti e che le divisioni per età vengano pensate dal marketing. E io amo confondere il marketing (ride). Riguardo alle emozioni posso dire che questo libro ne è ricco, in particolare vuole rappresentare un monito contro quanto le banche possano fare rischiando di privarci del dono più bello che abbiamo, le emozioni.

2 commenti

  1. Clara Farina
    3 settembre 2016
    Rispondi

    Sto cercando disperatamente di far amare la lettura alla mia nipotina di 8 anni, ma i risultati non sono quelli che vorrei . Provero’ con il libro da voi indicato.
    I vostri consigli mi piacciono, ho riletto dopo tanti anni “Il vecchio e il mare” , e’ stata una piacevolissima scoperta Grazie

    • PerfectBook
      3 settembre 2016
      Rispondi

      Grazie a te Clara, la tua testimonianza è per noi una bellissima lettura! :)

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