PerfectBook incontra Licia Troisi

Licia TroisiLicia Troisi, regina del fantasy italiano nonché scienziata, ha lanciato la Saga del Dominio edita da Mondadori, che al suo primo volume titola Le lame di Myra. Lei è una certezza di successo se si pensa ai suoi libri passati e se ci si sofferma sulle immense risorse che possiede un’astrofisica che scrive fantasy.

Quando ho iniziato a leggere questo libro ho intuito subito che gli strati di lettura fossero molteplici e che l’impianto scenico della storia dovesse essere la mappa geografica disegnata nelle prime pagine del libro, immaginaria e vagamente somigliante all’Europa occidentale, oggetto di questo desiderato Dominio (parola che dà il nome alla saga e che evoca appetiti di potere spesso feroci). La ferocia che sospettavo però non si spiegava con l’immagine delicata e volitiva della fanciulla Myra che appare in copertina, con capelli fini e bianchi e occhi dall’iride rossa che guardano con determinata dolcezza.

Sullo sfondo di intrichi di potere, duelli, battaglie e lo snodarsi di un disegno globale di potere, Myra è una guerriera addestratissima, quasi imbattibile, che stupisce e vince con la sua giovane delicatezza. Ferita a morte nell’anima, sente la gola quasi lacerarsi e inizia la sua odissea rabbiosa e determinata, fermamente convinta di trovare quello che vuole.

Chi è Myra e cosa rappresentano i suoi walud, le lame che tagliano e bruciano?

Myra credo sia la protagonista più adulta che abbia raccontato fin qui. Nonostante per età sia tutto sommato ancora adolescente, all’inizio del libro è più o meno risolta: sa chi è e quale posto ha nel mondo, anche se, come tutti i miei personaggi, è in qualche modo spezzata, sofferente. Quel che avviene in seguito, nel corso della narrazione, è una sua decostruzione: è costretta a mettere in dubbio tutto ciò che sa del mondo, di sé e di chi ama. Questa è un’esperienza che capita soprattutto nell’età adulta. Evidentemente sono invecchiata e si vede anche nelle cose che scrivo :P. I walud invece mi sembravano semplicemente una buona idea narrativa; ho un certo feticismo per le armi bianche, e mi piaceva l’idea di una guerriera che ne usasse due, e di molto versatili. La cosa divertente è che il fatto che oltre a tagliare brucino è una correzione che ho fatto in corso d’opera, dettata da una mera esigenza narrativa, che sarà più chiara nel prosieguo della saga.

Gli elementi primordiali che addensano la storia e i colori che la dipingono a tinte forti, sembrano avere un’importanza decisiva nel quadro dell’opera: il Bianco e il Rosso, il Ghiaccio e il Sangue. Cosa rappresentano?

Mi piaceva molto la contrapposizione tra caldo e freddo; il mondo è ghiacciato, mentre i personaggi e le emozioni che vi si agitano sono intense, ardenti. Dato che mi piacciono i nuclei tematici che si replicano a più livelli, ho cercato di trasporre questo aspetto della trama anche nella costruzione del mondo, con la continua giustapposizione dei due colori che meglio mi sembravano incarnare questi due elementi. Tutto probabilmente è partito semplicemente dall’aspetto fisico di Myra, che è stata una delle prime cose che ho messo a fuoco. Da lì ho costruito il resto.

Dagli elementi agli elementali: chi sono questi spiriti potenti dall’esistenza segreta e laboriosa e dai grandi occhi dall’espressione dolente, rassegnati e sfruttati, persino torturati, fino all’esaurimento delle forze?

Anche gli elementali vogliono replicare una dinamica presente a diversi livelli nella narrazione, ossia quella della schiavitù: degli elementali ai maghi, dei Thyrren agli altri popoli, dei personaggi al loro passato, ai loro demoni, al loro destino. Inoltre, volevo rappresentassero quanto di misterioso, altro c’è nella natura. Ho un po’ quest’ossessione di rappresentare la natura come qualcosa di misterioso, bellissimo ma incomprensibile all’uomo. In genere questa mia visione la incarnano i draghi; in questo caso, lo fanno gli elementali. Poi sono sempre stata un po’ affascinata dal panteismo.

Il tema della schiavitù emerge con evidenza e con toni angoscianti e cupi: Sono figlia di una schiava, rivela Myra. Può spiegare quale sia la metafora nascosta della schiavitù?

Credo abbia soprattutto una dimensione privata e interiore. Anche se nel libro si incarna in schiavitù vera di razze e popoli, quello di cui ho cercato di parlare è delle gabbie che ci costruiamo da soli, e che credo siano le schiavitù più terribili. È una cosa legata al mio vissuto, al mio rapporto con la paura, e per questo ritorna spesso nei miei libri.

Le ragioni e l’utilizzo della magia tracciano il confine tra il giusto e l’ingiusto? Cosa rappresenta la magia per lei?

Direi di sì, che è così. In sé, la magia non è etica, etico è l’uso che se ne fa, o almeno è quel che ho cercato di dire. Infatti ci sono i Camminanti, che usano la magia a discapito degli Elementali, e i Puri, che cercano una magia che non richieda un tributo di sangue da nessuno. La magia nei miei libri è quel che la scienza è nel nostro mondo: un modo per indagare l’Universo e le sue leggi e, eventualmente, piegarle al proprio volere. Del resto, ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia, diceva Clarke.

Io non imprigiono elementali e non uso Gabbie, è una frase emblematica di Kyllen, uno dei più bei personaggi, giusto e Puro. Lo troveremo anche nei prossimi libri della Saga? E lei prometterà ai suoi appassionati lettori di completarla?

Sì, Kyllen è un personaggio molto importante, che tornerà in futuro e avrà un ruolo di primo piano. Di finire la saga prima ancora che ai lettori lo prometto a me stessa :P. Scrivo perché mi diverto e ne ho bisogno, ho in mente un sacco di cose che non vedo l’ora di mettere su carta. Quindi certo che lo prometto, certo che la finisco.

Nelle ultime pagine del libro si schiarisce la verità dei fatti con un colpo di teatro lento ed emozionante e si spalanca uno scenario completamente nuovo dove i personaggi assumono una differente identità. Con questo respiro di attesa e di novità si chiude il primo libro della Saga del Dominio; ma è soprattutto con la certezza e la promessa della stessa autrice che aspettiamo i colori delle nuove avventure.

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