#scoprirelameraviglia

Il gelato è un dolce universale, mette d’accordo molti, difficile trovare una persona a cui non piaccia pur nella diversità dei gusti. D’estate al mare, da piccola, quasi ogni sera si usciva a fare la passeggiata per prendere un cono (spesso alla crema o stracciatella, con cioccolato, malaga o cassata siciliana… questi ultimi due in verità, pensandoci, non li mangio da molto tempo). Ecco, d’estate ma non solo: ripenso ad esempio a quella coppa di fior di latte ricoperta di cioccolata calda presa in un caffè del centro di Torino nel tardo autunno dello scorso anno (inutile dire che ripeterò l’esperienza!). Leggere L’imperfetta meraviglia di Andrea De Carlo (Giunti editore) racconta due vite molto diverse che si incrociano e le sensazioni che lascia un buon gelato in cui vincono la qualità e la semplicità nel rispetto delle materie prime. L’autore è stato davvero molto bravo nel dare parole a quel senso di stupore misto a un certo disorientamento che ci coglie quando mettiamo in bocca un cucchiaino di gelato, così come quando incontriamo qualcuno che poco per volta sentiamo prendere in noi sempre più spazio.

Terminato il libro, mi è rimasta anche la curiosità di assaggiare il gelato al gusto cachi e quello alla castagna (che non penso abbia nulla a che vedere con quelli alla crema di marroni) e avrei voluto sbirciare nel laboratorio di Milena Migliari per osservarla mentre lo prepara misurando “le quantità su un cucchiaino dal manico lungo”. Pagina dopo pagina, il gelato prodotto dalla giovane italiana nel piccolo paese della Provenza, non è solo più il sottofondo della storia dei due protagonisti, Milena e il cantante inglese Nick, ma diventa il simbolo di una ricerca di identità, di spazi propri e di relazioni autentiche che li accomuna. Il gelato lega l’intera trama tanto che, se da una parte si vuole sapere cosa succederà ai due personaggi (le cui vicende nei primi capitoli scorrono senza connessioni), dall’altra si resta affascinati dalla descrizione delle fasi di lavoro del gelato.

La meraviglia è imperfetta “perché non dura”, afferma Milena, ma solo il provarla dona soddisfazione perché riempie l’animo di emozioni, pensieri e desideri. De Carlo ha dato vita a un romanzo che fa riflettere sul prendere decisioni, sulla passione che si mette nel proprio lavoro, sulla ricerca di senso quotidiana, sulla voglia di costruire il futuro, sull’ansia di soddisfare chi ci sta intorno, sul significato di amore, sulla spontaneità (bellissima la scena in cui Milena e Nick sono nel gruppo di “abbracciatori”) e su molto altro… che pare distante da ciò che normalmente si associa alla leggerezza dell’estate accompagnata da un gelato. Eppure, come si ricordano la pienezza dell’estate e l’intensità di un gusto (non solo di di gelato), così questo romanzo valica i confini delle stagioni per riempire la mente.

Ci resta un’ultima domanda: quale è il vostro gusto preferito e quale quello di De Carlo?

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