#libridipassaggio

E’ stato il libro dell’estate dei quattordici anni, una scoperta che sembrava portare alle letture dei grandi, pagine divorate in due giorni quasi segretamente come suggeriva lo stesso titolo. Il segreto di Luca, di Ignazio Silone. L’autore mi era noto solo di nome grazie al prof di italiano, il libro stava su uno scaffale pieno di libri dall’aspetto vecchio che non mi incuriosivano (come cambiano le cose con il tempo!) ma senza il consiglio di qualcuno probabilmente non avrei scelto quell’Oscar Mondadori del 1969 né per la copertina con una ragazza di schiena che pare specchiarsi né per le poche righe di sinossi riportate sulla quarta. Non ricordo le parole esatte con cui mi venne proposto, ma suggerivano l’idea di un traguardo. Proprio questa sensazione destò la curiosità di aprire quel volume accrescendo in me il desiderio di scoprire quale fosse il terribile segreto di Luca. Soprattutto questo, sapere cosa nascondesse quel Luca che io immaginavo sempre giovane ma che l’autore descrive invecchiato dopo una lunga prigionia.

Questo romanzo di Silone non è propriamente considerato un libro per ragazzi. La ricerca della giustizia è una delle tematiche chiave a cui si affianca il concetto di morale, non così immediato per un quattordicenne come invece può essere l’intreccio dei sentimenti che mi aveva istantaneamente catturato. Parteggiavo per Luca, seguivo il racconto rivivendo le scene. Quei due caldi pomeriggi di luglio volarono via in un batter d’occhio: mi piaceva leggere il romanzo distante dai rumori e dagli altri, quasi come se quel segreto potesse essere rivelato solo a me. Perché Luca aveva rifiutato di difendersi durante il processo? Non era giusto, chi stava proteggendo? Il vero protagonista del libro, tuttavia, non mi pareva Luca quanto il silenzio. Che sorpresa quando incontrai il suo segreto! Ricordo che rilessi l’ultima cinquantina di pagine due volte: pensavo e ripensavo che quell’uomo aveva deciso di non vivere e andare in prigione per amore e così mi chiedevo se valesse di più ricercare la giustizia o provare ad amare in modo assoluto.

Quel libro probabilmente ha fatto un po’ da spartiacque per tante letture successive, aprendomi a diverse riflessioni. Capita di leggere tanti articoli sulla necessità o meno di consigliare classici o libri moderni ai ragazzi, di assegnare o meno libri per le vacanze, di stilare elenchi di testi adatti agli adolescenti… bene, di fronte a tutto ciò io ripenso a quei due giorni di luglio e a quel libro gustato nel silenzio che ha lasciato un segno.

Commenta per primo

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *