#libridicorsa

Tra il serio e il faceto, quando vado in giro a presentare ai bambini le cose che ho scritto, dico sempre che il mio problema è che non ho mai tempo di leggere; o meglio: ne avrei solamente la sera prima di dormire, ma siccome ho corso tutto il giorno, dopo poche righe TUMP!, mi tiro il libro in faccia facendo pure un sacco di rumore – e quindi ecco perché scrivo cose cortissime, perché non avendone trovate in giro sono stato costretto ad arrangiarmi.

Ecco, in questo preambolo trovate una verità e una bugia. La verità è che sì, con un libro a letto mi prendo orribili facciate contro le pagine di quel che sto cercando di leggere. La bugia è che ho trovato diverse altre cose da leggere che fanno della sintesi, intesa in senso davvero estremo, il loro più grande pregio.

Dunque se anche voi come me non avete sufficiente tempo, o se soffrite di sindrome narcolettica con tomo in fronte, ecco qui un piccolo elenco di libri in cui ogni storia non sia più lunga di, diciamo, cinque righe. Impossibile? Naaaa.

Félix Fénéon, Romanzi in tre righe, Adelphi

Prezzo: EUR 4,68
Da: EUR 5,50

Il capostipite del sunto, il distillatore di informazioni, il rapido Taranto-Ancona della scrittura giornalistica: Fénéon, torinese di nascita ma di famiglia franco-svizzera, era un artista completo, avanguardia allo stato puro. Vissuto a cavallo tra ‘800 e ‘900, ispirandosi ai fatti di cronaca traduceva in sole tre righe eventi prevalentemente di nera con uno humour tagliente e immediato: scrisse circa 1.500 “romanzi” per il quotidiano Matin, parecchi dei quali sono contenuti in questo librino piccino picciò.

Alcuni esempi?

«Arrestato a Saint-Ouen un signore sulla sessantina, certo Gallot. Tentava di inoculare ad alcuni soldati il proprio antimilitarismo».

«Ieri a Rouen il signor Colombe si è ucciso con un colpo di rivoltella. Nel marzo scorso sua moglie gliene aveva sparati tre. I due erano in attesa di divorzio».

«Ieri gara con la canna nella Sèvre. 1.900 concorrenti hanno gettato l’amo, mentre 15.000 spettatori incitavano il pesce ad abboccare».

Geniale, vero?

Achille Campanile, Tragedie in due battute, BUR

Di lui si racconta che negli anni ’20 iniziò alla cronaca; il primo articolo commissionatogli era su una povera vedova che, dopo anni di pianti disperati sulla tomba del marito, era stata trovata suicida riversa sulla lapide. L’articolo aveva il tono adeguato, certo, ma il titolo fu TANTO VA LA GATTA AL LARDO: il direttore capì che forse il giovane Achille si trovava nel posto sbagliato.

Autore dalle capacità lessicali poderose, umorista dal calembour irraggiungibile, Campanile scrisse una serie di microscopiche pièce teatrali, consistenti davvero per lo più in due sole battute, intorno agli anni ’20-’30. Vennero raccolte postume nel 1978 in questo libretto che non dovete assolutamente perdervi: il primo pensiero che avrete leggendo le sue tragedie sarà di inventarne a vostra volta. La mia preferita? Si intitola “Dramma giallo”, ed è questa:

«Personaggi: L’ASTUTO POLIZIOTTO, L’ASSASINO DISTRATTO, MEMBRI DELLA FAMIGLIA, SERVITORI, AMICI ECC. che non parlano L’ASSASSINATO che non parla.

La scena si svolge nel salone d’una villa in cui è stato commesso un assassinio, e l’uccisore non può essere che uno dei presenti.

L’ASTUTO POLIZIOTTO, dopo aver tentato invano tutti i sistemi per scoprire chi fra i presenti è l’uccisore della vittima, ha un’idea: con aria indifferente chiama a bruciapelo: “Uccisore, senta una cosa”.

L’ASSASINO DISTRATTO: “Dica”.

Viene arrestato.

(sipario)».

Animali in quattro rime, Massimiliano Maiucchi, Nuove Edizioni Romane

Prezzo: EUR 10,20
Da: EUR 12,00

Ho sudato un po’ a trovarlo, ma ne è valsa la pena. Maiucchi è clown, animatore, cantante e autore romano strepitoso; ho trovato questo titolo perché segnalato nell’imperdibile “Cieli Bambini” di Livio Sossi, una colossale antologia di poesia per bambini piena zeppa di meraviglie. La sua “La mucca” è la prima che lessi aprendo a caso il volume di Sossi appena acquistato, e passai i successivi dieci minuti a ridere come un bambino – giustappunto – per l’immagine che dipinge con soli quattro versi:

«Con in testa una parrucca
a ballare va la mucca,
nella stalla poi ritorna
dal marito con le corna».

Quando avrete smesso di ridere riuscirete a farmi l’obiezione che già immagino: ok, le altre sono un po’ più per bambini… ma il formato è il medesimo per ogni animale vi venga in mente, dalla lucertola al formichiere, passando per il koala o il pidocchio. Qualcuna è più convenzionale, altre virano decise verso l’originalità o giocano su doppi sensi che accendono il pensiero. Tutte, comunque, in quattro righe: provateci voi, se ne siete capaci!

Fabian Negrin, Favole al telefonino, Orecchio Acerbo

Prezzo: EUR 11,48
Da: EUR 13,50

No, non c’entra Rodari; o meglio, circa. Negrin, che è un gigante della letteratura per bambini, comprime le sue storie in 160 caratteri: un sms dei bei tempi, per capirci. E nel farlo gioca anche con la sintassi e l’ortografia tipica del mezzo: tante x e k e numeri fanno capolino nelle sue favole, perché se il mezzo è il messaggio allora lasciamoci travolgere fino in fondo. Le grandi illustrazioni dipingono la brevità dei testi con uno stile essenziale nel tratto ma ricchissimo di dettagli, ora tenebroso e ora solare, e del suo antenato rodariano c’è traccia nei testi: «C’erano 2 bambine sotto 1 tavolo. Rannocchiamoci, dissero. Subito diventarono 2 ranocchie. Volevamo dire RANNICCHIAMOCI! urlarono. Ma si sentì solo CRAC CRAC!».

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