#libridaguardare

Un paio di volte l’anno vengono vuotate le librerie della presidenza e di altri uffici di rappresentanza, quelle che ospitano tutte le novità degli editori del gruppo.

Bisogna far posto ad altre novità, ovviamente, e quindi vengono fatti degli scatoloni che poi girano per l’azienda. Come ufficio stampa noi per fortuna siamo tra i primi a scegliere, e quindi ho raccolto un bel bottino di libri che magari non avrei comprato ma che sono contenta di avere nella libreria.

E ho preso un po’ di libri d’arte. Quei libri da guardare invece che da leggere, che per anni ho abbastanza ignorato. Sì, confesso di avere comprato di rado cataloghi d’arte, anche di mostre che mi erano piaciute.

Ora è diverso.

Non so se è perché ho abbandonato tanti dei libri che mi hanno accompagnato per buona parte della vita, e quindi ho lo spazio, fisico ma anche mentale, per dei libri nuovi. Non so se è perché adesso mi piace anche sfogliarli e guardarli, i libri, oltre che leggerli. Non so è perché come si cambia sotto tanti punti di vista si cambia anche nei gusti libreschi.

Ma adesso un libro sui giardini giapponesi, uno su New York, uno su Picasso, persino uno sul Colosseo verranno ad abitare da me. Li accoglierò con tutti gli onori e gli troverò un posto che sia degno di loro.

E probabilmente sarà come con le vecchie fotografie, che c’è quella sera che sei stanco e non hai voglia di leggere e la tele che noia non la accendi nemmeno, e la musica è un buon sottofondo per sfogliare, pure un po’ oziosamente, qualcosa di bello e che è pieno di evocazioni, di suggestioni, di rimandi, di ricordi e di possibilità. Perché questo sono le immagini. E per questo sono preziose, e sempre nuove.

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