#leggereadaltavoce

La lettura è prima di tutto un’esperienza. Possiamo parlarne per ore, ma solo assaggiando un libro che tocca veramente ce ne si innamora o vedendo la passione sul volto di un lettore che ha tra le mani un libro se ne resta contagiati e si ha voglia di provare a emozionarsi nello stesso modo. La lettura può essere condivisione e non parliamo tanto dei gruppi, online o meno, in cui ci si confronta, quanto del leggere insieme a qualcuno lasciando che le parole cadano in mezzo e arricchiscano così la relazione.

Qualche giorno fa, sulla nave che ci riportava verso la quotidianità a casa, abbiamo assistito a una scena che ci ha piacevolmente fatto riflettere su più fronti, una scena che è stata d’ispirazione e ha regalato la consapevolezza che davvero “la bellezza salverà il mondo”. Quella bellezza costituita da attimi e epifanie.

Ambiente: sala piena di turisti di ogni età e nazionalità, un tavolo vicino al finestrino. Personaggi: due diciassettenni italiani poco distanti da un gruppo di amici (probabilmente coetanei) che giocavano a carte. La voce è quella di lui, modulata e chiara; lei gli sta accanto accoccolata sulla sedia e avviluppata nella felpa con un mezzo sorriso sulle labbra. Lui tiene tra le mani un libro dalla copertina con disegni rossi e verdi (abbiamo subito riconosciuto l’editore, Mondadori, pur non riuscendo a sbirciare il titolo) e legge ad alta voce.

Alcune frasi e il dubbio è sciolto: è la storia di Narciso e Boccadoro raccontata da Herman Hesse. Quella dualità tra spirito e natura che emerge dall’amicizia tra un monaco insegnante e un giovane allievo che deve scoprire l’artista che è in lui e trovare la propria strada ha incantato i due ragazzi per una decina di minuti senza interruzioni e – allo stesso tempo – ha incantato anche noi che non potevamo fare a meno di ascoltare.

Noi due caro amico siamo come il sole e la luna, il mare e la terra. La nostra meta non è di trasformarci l’uno nell’altro, ma di conoscerci l’un l’altro ed imparare a vedere e a rispettare nell’altro ciò che egli è: il nostro opposto, il nostro completamento”.  

L’amicizia è al centro della storia, ma la relazione tra i due protagonisti è semplicemente un mezzo che ha permesso a Hesse di parlare dell’importanza della ricerca della propria identità (in senso ampio) e della libertà di scelta. Questi due punti hanno attirato la curiosità dei ragazzi che alla fine della lettura si sono scambiati qualche domanda e, dopo una pausa di silenzio che faceva intendere la complessità delle risposte, sono passati a interrogarsi sui gusti e sugli obblighi scolastici di lettura (lasciamo da parte un attimo la questione se sia opportuno o meno che gli insegnanti assegnino dei libri per le vacanze).

Il bello è proprio questo: leggendo si può andare di libro in libro, uno tira l’altro, uno richiama l’altro. Così, verso la conclusione del viaggio in nave, è stato aperto un altro libro… ma questa è un’altra storia.

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