#gliautunnidimarcovaldo

Marcovaldo di Italo Calvino, come alcune delle maggiori opere d’arte in ogni disciplina, è una storia stagionale. Le avventure del protagonista, il signor Marcovaldo appunto, si svolgono infatti con la stessa cadenza delle stagioni dell’anno. Calvino ha proprio suddiviso – sapientemente e con meticolosità combinatoria – il libro in venti novelle ciascuna dedicata a una stagione. Come scrive l’autore stesso della prefazione, Marcovaldo in questi tempi ritmati “scruta il riaffiorare delle stagioni nelle vicende atmosferiche e nei minimi segni d’una vita animale e vegetale e (…) sogna il ritorno a uno stato di natura”. Così io ieri ho fatto una cosa che a ogni cambio di stagione mi sta capitando con regolarità. Oltre a sostituire i vestiti del tempo passato con quelli del presente, mi rimetto a leggere le novelle dedicate alla stagione che sta per arrivare.

E in questo modo ho (ri)scoperto che l’autunno di Marcovaldo è una stagione senz’altro malinconica ma anche attiva e piena di inventiva umana e animale. Una stagione fatta di foglie e pioggia, naturalmente, ma anche da “pietanziere” da portarsi al lavoro che ricomincia e da consumare su una panchina o di gatti ostinati che sono i veri padroni della città.

Per chi, come me, è una persona autunnale, questa lettura è rinfrancante. Come molti lettori di Calvino già sapranno, tuttavia, i suoi libri non sono mai veramente leggeri, nonostante la sempre inneggiata e condivisibile “leggerezza calviniana” che li contraddistingue. Sono, piuttosto, storie che nel loro modo vanno sempre in profondità, anche e soprattutto quando si tratta di personaggi stralunati e apparentemente fiabeschi come Marcovaldo che invece è fatto di carne e ossa, problemi e soluzioni come tutti noi.

Queste storie autunnali, nello specifico, toccano tutte le corde dell’animo umano come solo può fare una musica complessa, comprensibile già nell’immediato ma sempre meritevole di numerosi riascolti. Ascolti da fare, ad esempio, ogni anno, quando cambia il tempo e, in questo caso, quando cadono le prime foglie gialle e arancio.

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