#esercizidistile

Questa mattina in radio, come ogni settimana, ho parlato di un libro. Ma, a differenza di tutte le altre settimane, mi è accaduto un episodio particolare. Ad ascoltare la mia trasmissione c’era un pubblico! E non un pubblico qualsiasi, ma un pubblico delle grandi occasioni: una classe terza di un Istituto di Informatica. O, per meglio dire, un gruppo di sedicenni con tanto di prof! Questo secondo me è l’uditorio migliore – senza togliere nulla agli altri – per parlare di libri. Ho avuto infatti la sensazione che chi ascoltava lo faceva con speciale attenzione. A essere del tutto onesta però, il merito non era mio bensì del libro che ho scelto per il mio programma radiofonico: l’intramontabile Esercizi di stile di Raymond Queneau.

Pubblicato nel 1947, questo “strano” libro ha coinvolto e appassionato molti lettori e devo dire che secondo me ha colpito anche i ragazzi che ho incontrato questa mattina. Li ha colpiti perché senz’altro a sedici anni la mente in generale è più predisposta al gioco e a cogliere i lati divertenti della vita. Ed è quella parte della giovinezza che secondo me è bello portarsi dietro nel percorso di adulti e di lettori. Gli Esercizi di stile, essendo in sostanza un unico testo riscritto novantanove volte da altrettanti punti di vista diversi, insegnano dunque a osservare un fatto (nel caso del libro un accadimento davvero insignificante) sempre con occhi nuovi, sensazioni nuove e, letteralmente, stili nuovi. Di questo libro a me hanno sempre colpita, in definitiva, due cose: la “sana ossessione” dell’autore per la scrittura, le parole e il loro potere trasformativo; e l’emozione forte che alla fine della lettura, volenti o nolenti, proviamo. Un’emozione fatta di ironia, abitudine, ammirazione, curiosità.

A chi dunque potrei consigliare questo libro, oltre ai sedicenni come quelli che ho conosciuto oggi?

A tutti quelli che vogliono continuare a vedere le cose da tante angolature che, alla fine, è l’unico modo per trovare il proprio, di punto di osservazione. Questo dunque è proprio un viaggio divertente della consapevolezza di come vanno le cose e di quanto può essere avvincente scoprirle di pagina in pagina.

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