#dilibriedispezie

A volte incontriamo libri che sembrano silenziosi: quando li finiamo di leggere abbiamo l’impressione di aver trascorso un momento piacevole ma ci chiediamo se effettivamente quelle storie abbiano lasciato un segno dentro di noi. Lo scopriamo solo più tardi, quando un dettaglio o un personaggio riaffiora tra i pensieri regalandoci in modo nitido idee, sensazioni e nuovi percorsi. I libri sono un po’ come le persone, anche le più taciturne e timide nascondono (e poi selettivamente rivelano) bellezze e una forza che può diventare contagiosa.

Bevendo una tisana allo zenzero e curcuma mi sono ricordata di un libro letto diversi anni fa, in verità iniziato senza tanta convinzione ma ascoltando il parere entusiasta di un’amica che tra le pagine aveva messo a fuoco il significato del termine “decisione” (sia come scelta di intraprendere un’azione, sia come prontezza). Si tratta di La maga delle spezie di Chitra Banerjee Divakaruni, pubblicato da Einaudi. La protagonista è Tilo, un’indiana che, dopo un periodo su un’isola con la Prima Madre per imparare i segreti di erbe, semi e radici, si ritrova in una bottega in California a vendere spezie per aiutare altri indiani. Lei riesce a parlare con le spezie e ad ascoltare cosa le suggeriscono per riportare la serenità nella vita delle persone: per questa missione Tilo ha rinunciato a tanto di sé ma pare non importarle fino a quando nella sua bottega entra un uomo che scatena pensieri e emozioni forti e contrastanti. Sarebbe troppo scontato e banale individuare l’amore come elemento dominante del libro e la stessa magia che tutto permea va ben oltre l’aspetto surreale della storia.

A distanza di anni quel libro riaffiora alla mente proprio grazie a delle spezie e così la lettura rivive mostrando un linguaggio estremamente attuale che si declina attraverso le varie problematiche affrontate dai clienti di Tilo: integrazione e scontri generazionali, incomprensioni in famiglia e sul lavoro, ricerca di affetto e crescita dell’autostima. Valori e controvalori vengono messi allo specchio. Le spezie sono lo strumento capace di evocare sensazioni, nella realtà e nella finzione narrativa. Se è vero che c’è un tempo per ogni cosa, ogni libro si prende il tempo necessario per scavare nel lettore e viceversa. Ed eccomi, riemergo da queste riflessioni con un doppio desiderio: rileggere il libro e scoprire il magico significato dello zenzero e della curcuma.

2 commenti

  1. Clara Farina
    25 febbraio 2017
    Rispondi

    Ho letto quel libro,l’ho trovato bellissimo!! A distanza di anni ho il rI cordo di alcune pagine che il vostro articolo mi ha fatto tornare in mente. Credo che lo rileggero’
    Uso zenzero e curcuma giornalmente, sppratutto lo zenzero e si credo che abbia qualche buona influenza anche sulla nostra mente!

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