#diariodipace

Raccontare la Siria, in questi giorni in particolare, è complesso per chi, come me, ne sa troppo poco. C’è il rischio di sbagliare ogni singola parola e di mancare di rispetto al dolore di chi è lì a sopportare il peso dei conflitti. Anche nei momenti più duri della Storia, però, l’uomo ha saputo trovare una scintilla di speranza.

Per una coincidenza, qualche giorno prima che accadesse l’ultima drammatica strage di innocenti, mi è capitato di leggere un ebook di una persona che in Siria ci ha vissuto dal 2002 al 2006 e ha insegnato italiano all’Istituto Italiano di Cultura a Damasco e al Dipartimento di Italianistica dell’Università.

Si tratta di Marco Dominici che, nel suo Siria – un diario in tempo di pace (edizioni Delos Digital), racconta degli ultimi anni di relativa pace di un paese oggi martoriato.

Com’era la Siria in tempo di pace? Questa è la domanda cui tenta di rispondere il romanzo autobiografico. La narrazione comincia il 10 marzo del 2003 e finisce il 10 marzo del 2006. La struttura è proprio quella del diario: date, pensieri, emozioni, cronache e testimonianze.

Colpiscono la povertà, le trasformazioni, i contrastanti sentimenti forti che prova l’autore e che si intrecciano con la sua vita personale. E colpiscono le foto, a valorizzare le parole, di una bellezza incredibile.

Di fronte al dolore non solo delle singole persone ma di un intero paese ci si sente piccoli e impotenti ma i libri, intuisco leggendo, hanno anche questo compito: fare la differenza e restituire una briciola di fiducia nella vita.

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